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Antropologia: Ma quale anello mancante?!

Pubblicata il 07/04/2010

Il giorno di Pasqua, sul sito del Daily Mail di Londra è apparso un articolo il cui titolo annunciava la scoperta dell' "anello mancante" tra l'uomo e la scimmia...La notizia è stata tradotta tale e quale e diffusa anche qui in Italia da diversi quotidiani. Il rinvenimento è avvenuto in Sudafrica: si tratta di uno scheletro quasi completo di un ragazzo vissuto circa 2 milioni di anni fa che, secondo il paleoantropologo Lee Berger che lo ha scoperto e lo sta studiando, costituirebbe una nuova specie. Ma non si sa ancora se costituisca una nuova specie del genere Australopithecus, nel qual caso vorrebbe dire che gli australopiteci si sarebbero estinti successivamente a quanto ritenuto finora (2,5 milioni di anni fa); oppure del genere Homo, nel qual caso vorrebbe dire che il cespuglio evolutivo del genere sarebbe più folto di quanto ritenuto finora; o infine di un nuovo genere, nel qual caso vorrebbe dire che attorno a 2 milioni di anni fa sarebbero convissuti almeno 3 generi (Homo, Paranthropus e il nuovo). Questa interessante notizia arriva pochi giorni dopo a quella che dava il risultato dell’analisi del DNA estratto da una falange della mano rinvenuta in Siberia, e risalente a 40.000 anni fa, che sembra dimostrare che quel fossile è estraneo sia alla nostra specie sia ai neandertaliani, e quindi in tempi recentissimi sarebbero convissute 4 e non 3 specie del genere Homo (Homo neanderthalensis, Homo sapiens, Homo floresiensis e la nuova specie che ancora non ha nome). Il problema però è che parlare ancora di anello mancante è sbagliato. Sappiamo infatti da un secolo che non ci sono anelli mancanti, perché tra due specie non c’è alcuna forma intermedia. Due specie invece condividono un antenato comune. Uomo e scimpanzè hanno dunque un antenato comune ma hanno seguito due linee evolutive diverse: Infatti la nostra linea evolutiva si è separata da quella degli scimpanzé 6 milioni di anni fa. Il famoso anello mancante presuppone una evoluzione lineare, cosa che non è accaduta; è per questo che da molto tempo è stato dichiarato errato lo schema evolutivo che vedete riprodotto qua sotto, e che sicuramente avrete visto miliardi di volte. L'evoluzione invece è stata molto complessa, e metaforicamente si può rappresentare come un "cespuglio" copiosamente ramificato e ogni tanto "potato" dall'estinzione. In conclusione il rinvenimento non rappresenta ne' un anello mancante, ne'ci dice nulla sull’antenato che abbiamo condiviso con gli attuali scimpanzé. Sarebbe opportuno che i quotidiani smettessero di scrivere concetti errati, ritenuti vere e proprie sciocchezze nel mondo scientifico, e cercassero invece di fare luce su argomenti che purtroppo alcuni ambienti cercano ancora di negare.



Immagine da Wikipedia (con mia aggiunta di croce rossa). L'autore è M. Garde.

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