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Archeologia. Trovato il terzo fiume di Roma

Pubblicata il 25/01/2010

Gli scavi archeologici condotti per consentire la costruzione della Metro C di Roma hanno portato alla luce un terzo corso d'acqua (oltre al Tevere e all'Aniene) che attraversava il centro di Roma fin dalla preistoria. Si tratta più che altro di un fiumiciattolo, dall'acqua limpidissima, comparso durante gli scavi nei giardini di via Sannio, che raccoglieva le piogge dalle zone collinari circostanti e scendeva verso il Tevere. Sono stati fatti degli studi che hanno portato ad affermare che in questo corso d'acqua si poteva pescare, ed era utilizzato in età repubblicana e imperiale. In seguito, nel III secolo d.C., il fossato fu regolarizzato e utilizzato come struttura difensiva con la costruzione delle Mura Aureliane. Nel XIII secolo papa Callisto II realizzò un grande condotto e lo utilizzò per un canale in muratura. Il fiume rimase sotto queste strutture, ed ora è tornato alla luce. Inoltre, presso la stazione di San Giovanni sono state trovate tracce di una domus con mosaici, ma la zona è ancora da scavare. Gli archeologi sono fiduciosi sul fatto che se c'è una domus allora ci deve essere anche un impianto termale, un impianto per l'irrigazione dei giardini e un impianto per l'acqua potabile.    

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