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Archeologia: studi scientifici su antiche medicine

Pubblicata il 14/01/2013

La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ha condotto uno studio che ha portato ad individuare la composizione di compresse farmaceutiche antiche (probabilmente avevano funzione di collirio), pressappoco circolari e di colore grigio, rinvenute in un contenitore di stagno che si trovava nel "Relitto del Pozzino", una nave naufragata nel II sec. a.C. nel Golfo di Baratti (antica Populonia) portato alla luce negli anni ’90. Le pastiglie facevano parte del bagaglio di un medico che viaggiava a bordo della nave. Dopo il ritrovamento i primi studi fecero emergere che il principio attivo era costituito da due diversi composti di zinco come nelle medicine di uso dermatologico e oftalmico; gli studi recenti, più approfonditi, hanno inoltre rilevato la presenza di amido, grassi di origine animale e vegetale (la resina di pino poteva servire come preservante),  fibre di lino (che potevano servire per mantenere compatto il medicinale nel momento della sua applicazione sulla parte malata).

L'articolo completo e le immagini sono sul sito del MiBAC.

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