Informativa Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per proporti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. X
LogoutPannello amministrazione
MENU
Accesso utenti

Università: Il Senato approva la riforma Gelmini

Pubblicata il 30/07/2010

Ok del Senato al ddl Gelmini di riforma dell'Università, che passa ora all'esame della Camera. Ecco i punti fondamentali: i ricercatori avranno solo sei anni di tempo per riuscire a prendere l'abilitazione all'insegnamento come associato, passati i quali senza successo non potranno più continuare l'attività accademica; anche gli attuali ricercatori a tempo determinato dovranno seguire l'iter dei nuovi arrivati, e per tutti c'è il  rischio di rimanere esclusi per sempre dall'attività accademica; i fondi pubblici per la ricerca verranno assegnati sulla base di una valutazione tra pari: a valutare i progetti saranno dei comitati composti per almeno un terzo da professionisti che lavorano all'estero, così da garantire l'obiettività del giudizio; i rettori resteranno in carica al massimo per 8 anni (fino ad oggi potevano raggiungere i 16 anni); i professori ordinari potranno andare in pensione massimo a 70 anni (prima a 72) mentre per gli associati la soglia scende a 68 anni; vengono posti degli obiettivi in termini di ore di didattica e di attività formativa che i docenti dovranno svolgere nell'anno solare; inoltre i professori e i ricercatori saranno tenuti a presentare una relazione triennale sul complesso delle attività didattiche, di ricerca e gestionali svolte, e se la relazione dovesse risultare negativa scatterà lo stop al previsto aumento stipendiale; per quanto riguarda i concorsi, le selezioni saranno affidate ad una commissione composta da quattro docenti ordinari estratti a sorte, e verrà data più rilevanza alla produzione da parte dei candidati di pubblicazioni, esperienze internazionali, didattica svolta; chi passerà la selezione acquisirà l'abilitazione all'insegnamento ed entrerà a far parte di un'unica lista nazionale, da cui tutte le università italiane attingeranno, all'occorrenza, i propri docenti; una nuova figura entrerà a far parte degli atenei, il "direttore generale", a cui sarà affidato il ruolo di gestione effettiva della struttura accademica; prevista anche la fusione degli atenei più piccoli, per cercare di ridurre le spese e migliorare l'offerta formativa; inoltre si procederà alla cancellazione dei mini-corsi ai quali sono iscritti anche meno di dieci studenti; si stabilirà se mantenere in vita gli atenei, le facoltà e i dipartimenti accademici meno efficienti, e il 7% dei fondi che annualmente lo Stato trasferisce alle università verranno stanziati solo se darà l'assenso l'Anvur, la nuova Agenzia nazionale di valutazione dell'università, istituita di recente dal governo per classificare gli atenei in base al merito; infine il merito sarà determinante anche per la carriera degli studenti: coloro che dimostreranno maggiori capacità e competenze, attraverso le risposte a test nazionali standardizzati, saranno beneficiari di borse di studio, a prescindere dal livello economico della famiglia di provenienza (ma comunque rimarranno in vita le borse di studio per gli studenti meno abbienti).

Il ministro Gelmini ha espresso grande soddisfazione per l'approvazione del ddl, che permetterà all'Università italiana di essere più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale.

Feed RSS Se vuoi restare sempre aggiornato sulle nuove news che vengono caricate, puoi Iscriverti ai nostri Feed RSS. Qualora non avessi un RSS Reader, puoi ricevere le novità comodamente via Email, iscrivendoti dal seguente link Iscrizione RSS Email. Questi servizi e la loro sottoscrizione sono completamente gratuiti e disattivabili in qualsiasi momento.

Attendere prego...